ANNOTAZIONI DIAGNOSTICHE PRELIMINARI

Esame della fluorescenza da ultravioletti (U.V.)

La fluorescenza da raggi ultravioletti dà risalto all'aspetto plastico della figura del Santo e all’architettura della quale mette in evidenza la zona di luce sulla destra, dove resta particolarmente visibile l’ombra "portata" del Santo. Nell’immagine diagnostica ad U.V. sono messe in evidenza le parti ritoccate a secco con presenza di legante organico: in particolare sono individuabili le forti fluorescenze delle parti rifinite a tempera grassa (cioè bianco di piombo con agglutinante proteico più olio) come, ad esempio, le luci sul pastorale, le vesti bianche dei personaggi che decorano la fascia che delimita il bordo del manto azzurro, alcune rifiniture sul libro, i puntini bianchi sulla mitria e, sempre sulla stessa, alcune figure geometriche ovali e rettangolari ad imitazione di pietre preziose; mentre risultano meno evidenti, a causa della loro scarsa fluorescenza U.V., quelle ove è presente l’azzurrite, nel manto e nelle vesti dei personaggi che decorano la fascia che delimita il bordo della veste azzurra del Santo; anche il volto presenta una fluorescenza indice, come confermato dalle analisi chimiche, della presenza di tempera che in fase di restauro si potrà meglio precisare se originale o se ridipintura.

E’ interessante annotare, infine, che la fluorescenza dei guanti risulta essere molto simile a quella delle lumeggiature in CaCO3 (Carbonato di Calcio, ovvero bianco di San Giovanni) della veste trasparente dell'Angelo Annunziante del Ciclo della Vera Croce nella basilica di San Francesco in Arezzo.

Esami riflettografici agli infrarossi (I.R.)

Gli esami in riflessione nel campo dell’infrarosso hanno svolto una parte importante nello studio scientifico preliminare. Sfruttando il principio di una diversa trasparenza dei materiali pittorici alla radiazione I.R., le indagini riflettografiche consentono una penetrazione ottica spinta che, sfruttando una lunghezza d’onda maggiore rispetto a quella utilizzabile con le fotografie ad I.R., permette di visualizzare elementi pittorici altrimenti celati dagli spessori della materia, non direttamente apprezzabili con altri mezzi d’indagine. La riflettografia offre inoltre il grosso vantaggio di permettere un’osservazione in tempo reale attraverso un sistema video a circuito chiuso. Infatti le immagini trasmesse su monitor (da una telecamera munita di tubo catodico, sensibile alle radiazioni visibili e a quelle infrarosse inferiori a 2200 nm) possono essere direttamente analizzate per essere eventualmente trattate elettronicamente: videoregistrate su nastro, digitalizzate o registrate su disco magnetico o ottico, ecc..

Nell’applicazione specifica per lo studio del S. Ludovico di Piero della Francesca la riflettografia agli I.R. ha fornito informazioni utili a migliorare le conoscenze sulle tecniche pittoriche, ad esempio, l’esame dello ‘spolvero’ (come nelle illustrazioni esemplificate che pongono il confronto fra l’immagine al visibile e quella tratta dall’esame riflettografico I.R.), e ha reso possibile la lettura di particolari offuscati da sporco, da strati di fissativo degradato o da efflorescenze saline, rendendo inoltre più agevole l’identificazione di abrasioni del film pittorico e di ridipinture.

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